Home arcs

Condividi in Facebook i contenuti di questa pagina Invai la pagina ad un amico Pagina Stampabile
percorso di navigazione arcsFreccettaStrutturaFreccettaChi Siamo

 Chi siamo

Le cooperative associate all'associazione regionale cooperative servizi  formano un sistema di imprese solido, formato da 97 cooperative, 7.942 soci e 10.578 occupati con un valore della produzione aggregato che nel 2011 ha raggiunto  i 427milioni di euro.

Nel corso degli ultimi trenta anni il sistema di imprese è cresciuto sia in termini quantitativi che in termini qualitativi, consolidando la presenza nei "mercati tradizionali", come ad esempio quello delle pulizie, del facchinaggio e dei servizi alla persona, sviluppando iniziative imprenditoriali in settori innovativi come quello della logistica e dell'ecologia, quello turistico, culturale ed ambientale.

In questo percorso di crescita le cooperative hanno costantemente migliorato l'organizzazione aziendale e la qualità dei servizi senza perdere di vista l'originale funzione mutualistica, rivolta a dare risposta ad un bisogno primario quale è l'occupazione.

Oggi le cooperative associate all'arcs offrono opportunità di lavoro qualificato, rendono il lavoro luogo ed occasione per costruire integrazione e legami sociali, impiegando una quota significativa di cittadini stranieri e lavoratori svantaggiati.

 

Le performance sociali delle cooperative di servizi

Numero e dimensioni delle cooperative di servizi

I dati relativi alle imprese, ai soci ed agli occupati delle cooperative di servizi associate ad Arcs Umbria permettono di cogliere i percorsi di crescita, nel tempo, delle cooperative di servizi in Umbria.

In primo luogo è interessante mettere in evidenza la crescita costante e progressiva del numero di imprese che sono passate dalle 65 del 1985 alle 97 del 2011. Anche negli ultimi anni "della crisi" il numero delle cooperative è rimasto costante, pur in presenza di un significativo turnover interno.

 

 

 Al 31 dicembre 2011 sono 97 le cooperative di servizi associate ad Arcs Umbria.

Sono suddivise nei seguenti ambiti:

 

 Analizzando la distribuzione territoriale, 63 sono le cooperative con sede legale nella Provincia di Perugia e 34 in quella di Terni,

 Osservando la dimensione economica l'universo indagato presenta un'estrema variabilità al suo interno. Il 50,6% presenta un valore della produzione inferiore al milione di euro, però osservando la distribuzione per classi emerge come a fronte del 28% circa che presenta un valore della produzione inferiore ai 250 mila euro, vi è un 23% di cooperative che si colloca tra i 250mila e 1 milione; il 29% supera la soglia del milione di euro ma è sotto i 5 milioni, infine il restante 20% ha un valore della produzione superiore ai 5 milioni e di queste il 10% supera i 10 milioni.

 

 E'  interessante rilevare come le imprese con un Valore della Produzione superiore a 10 milioni, rappresentino ben il 62,2% del Valore della Produzione dell'intero settore.

Le piccole cooperative, di contro, con un Valore della Produzione inferiore al milione di euro, seppur numerose, contribuiscono "solo" al 3,5% del Valore della Produzione totale.

 

 Questi dati evidenziano una duplice potenzialità per la cooperazione:

a. da un lato vi sono "big player" in grado di competere in mercati macro regionali e/o nazionali;

b. dall'altro vi è un significativo numero di piccole imprese che potranno cogliere alcune opportunità di crescita legate alle trasformazioni in atto sia nel sistema economico che in quello sociale.

Le dimensioni economiche tendono a variare a seconda della tipologia di cooperativa. Le cooperative sociali e quelle attive nel settore Multiservizi sono quelle in cui si riscontrano i volumi di produzione maggiori, con bel l'80% delle imprese che presenta un valore superiore ai 5 milioni di euro.

Possiamo invece notare che la maggior parte delle "piccole " cooperative con valori di produzione inferiori al milione di euro operano nell'ambito del Turismo e delle Cultura o si dedicano al "altri" settori (55% sul totale delle cooperative con produzione < 1.000.000 euro.

 

 La cooperazione sociale presenta invece una situazione intermedia e ben distribuita tra le diverse classi dimensionali. Il 25% ha un valore della produzione inferiore ai 250 mila euro e il 25% supera quota 5 milioni, mentre la maggioranza tende a collocarsi nella fascia intermedia, tra i 250mila e i 5 milioni (50%).

Il Turn-over delle cooperative di servizi

L'organico delle cooperative aderenti all'Arcs Umbria ha subito modifiche nell'arco del tempo.

Analizzando le variazioni verificatesi negli ultimi anni, possiamo vedere che nonostante il numero complessivo delle cooperative rimanga stabile, passando da 94 a 97, si è verificato un sensibile turnover interno.

Nel periodo 2009-2011 hanno aderito 11 cooperative e ne sono uscite 12, in larga parte a seguito di crisi di impresa.

E' interessante osservare che mentre le cooperative uscite si concentrano nel biennio 2009-2010, le imprese entrate sono concentrate nel 2011.

Questo perchè il perdurare della crisi economica ha favorito la costituzione di nuove imprese cooperative sia tra giovani disoccupati che tra lavoratori di imprese in crisi.

 

 

Soci ed occupati

Analizzando l'andamento del numero di soci ed occupati è interessante evidenziarne la crescita. 

Nel 1985 i soci erano 2.194 e gli occupati 1.197; nel 2011 i soci hanno raqggiunto le 7.942 unità e gli occupati le 10.578 unità.

 Tale dato evidenzia e conferma il forte peso dell'occupazione femminile nelle cooperative di servizi con una percentuale vicina al 65% sul totale degli occupati a fronte di un valore dell'occupazione femminile regionale pari al 42%. 

Prendendo in esame l'intervallo 2006.2011 si possono osservare risultati positivi in particolar modo per quanto riguarda il numero degli occupati, con una crescita pari al 23%, tale numero è infatti passato da 8.637 a 10.578 unità.

Dati che evidenziano la differente evoluzione del mercato del lavoro all'interno del mondo cooperativo e in quello umbro in generale. Gli occupati nelle cooperative di servizi, nel periodo preso in analisi, sono aumentati del 23% a fronte di una crescita dell'occupazione umbra del 3%.

 

Dall'analisi dei dati si evidenzia una crescita sensibile delle dimensioni medie delle imprese cooperative soprattutto nell'ultimo decennio. In un settore come quello dei servizi, caratterizzato da una grande frammentazione delle imprese, che ha ridotte dimensioni medie, le cooperative di servizi rappresentano un'eccellenza con una significativa dimensione media che è cresciuta nel corso degli anni.

E' interessante rilevare la centralità del socio lavoratore. Nel 2011 il 75% degli occupati è rappresentato dai soci lavoratori, mentre solamente il 25% dei dipendenti è rappresentato da dipendenti non soci. L'incidenza dei soci lavoratori rispetto al totale degli occupati è più alta nelle cooperative sociali (88% nel 2011) e tende a diminuire nel corso degli anni. 

Basti pensare che nel 1999 il 94,5% degli occupati era rappresentata da soci lavoratori.

La tendenziale diminuzione dell'incidenza dei soci lavoratori sugli occupati trova una spegazione nella crescita delle imprese cooperative che operano anche fuori regione ed hanno attivato percorsi strutturati che prima inseriscono i lavoratori in azienda e poi propongono loro di divenire anche soci della cooperativa.

I lavoratori svantaggiati inseriti nelle cooperative

E' importante evidenziare la quota di lavoratori svantaggiati inseriti nel mercato del lavoro dalle cooperative sociali di tipo B.

Mel 2011 ben 669 lavoratori su un totale di 2.032 facevano parte di una categoria protetta. Nel corso degli anni il numero dei lavoratori svantaggiati è cresciuto in modo significativo con un aumento di quesi 100 unità in 3 anni.

 

IL RICORSO ALLA CASSA INTEGRAZIONE

Il trend positivo dell'occupazione nelle imprese cooperative non deve nascondere alcuni importanti elementi di criticità legati soprattutto alla contrazione della spesa pubblica che ha prodotto nel 2011 e sta producendo nel corso del 2012 un utilizzo significativo della Cassa Integrazione Guadagni.

Come possiamo vedere, negli ultimi 3 anni le cooperative aderenti alla Legacoop Umbria hanno fatto ricorso in maniera consistente alla Cassa Integrazione con quasi 1.400 dipendenti nel 2010, poco meno di 1.100 nel 2011 e quasi 1.000 nei primi 7 mesi del 2012, con un valore stimato superiore a 1.500 unità per il 2012.

Fig. 2.12 Cassa Integrazione delle cooperative aderenti nel triennio 2010-2012

 Fonte: ARCS Umbria, 2012

Nel caso in cui venisse meno la possibilità per le imprese cooperative di utilizzare la Cassa Integrazione Guadagni si determinerebbe la perdita del posto di lavoro di almeno 180 kavoratori, che in questo periodo hanno mantenuto l'occupazione grazie all'utilizzo rotativo  di questo strumento.

LA GOVERNANCE COOPERATIVA

 Nelle imprese cooperative i soci partecipano alla governance in modo paritario in base al principio "una testa, un voto". In primo luogo eleggendo i membri del Consiglio di Amministrazione, in secondo luogo attraverso i momenti assembleari.

Utilizzando di dati di una rilevazione fatta da Arcs tra i propri aderenti, vogliamo analizzare alcuni aspetti delle "performance cooperative" delle imprese. A tal fine concentreremo le nostre analisi in particolar modo sui consigli di amministrazione delle cooperative di servizi e sugli strumenti utilizzati per promuovere la partecipazione e la comunicazione con i soci.

Un primo dato interessante da mettere in evidenza è che nelle 97 cooperative di servizi umbre vi sono 452 soci che fanno parte dei Consigli di Amministrazione e che quindi vivono a 360° il ruolo e la funzione di imprenditore. Il numero medio di componenti per consiglio di amministrazione è infatti di 4,66 unità.

Il 34% dei membri dei consigli di amministrazione delle cooperative di servizi umbre è formato da donne, per un totale di 154 su 452.

Va inoltre evidenziato che 95 su 452 sono i nuovi consiglieri di amministrazione e che negli ultimi 5 anni nel 30% delle cooperative è cambiato il Presidente.

Per quanto riguarda le altre forme di partecipazione dei soci, inmedia in ogni cooperativa si svolgono 2 assemblee dei soci all'anno, con una partecipazione del 73%; questo significa che all'assemblea di bilancio si affianca normalmente un altro momento assembleare, di discussione e confronto con i soci.

Al fine di promuovere la partecipazione e la comunicazione con i soci, il 13% delle cooperative ha un giornale e/o una newsletter aziendale, mentre il 32% delle cooperative ha utilizzato strumenti differenti per promuovere la partecipazione e la comunicazione con i soci. Strumenti quali pre-assemblee settoriale e/o territoriali nelle cooperative di maggiori dimensioni, momenti partecipativi informali nelle cooperative di dimensioni più ridotte, informazioni attraverso la posta elettronica o il sito-web e l'utilizzo della bacheca aziendale.

LA FORMAZIONE, LA QUALITA' E LA RENDICONTAZIONE SOCIALE

In un settore ad alta intensità di lavoro la formazione è ilprincipale investimento che le cooperative di servizi possono fare per "costruire il futuro".

Inuna impresa cooperativa la formazione non è solamente occasione per qualificare e/o riqualificare il proprio capitale umano, ma costituisce anche uno strumento per sostenere gli amministratori nel loro ruolo di "Imprnditori cooperativi" e per creare condivisione dei principi e dei valori cooperativi, nonchè del funzionamento dell'impresa cooperativa.

Il 64% delle cooperative investe in formazione dei propri occupati e dei propri soci. In media ogni cooperativa aderisce a 4 progetti formativi all'anno.

Nel 2011 circa il 60% delle cooperative di servizi è certificata "ISO 9000".

Questo tipo di certificazione è la più diffusa tra le imprese cooperative e rappresenta il primo approccio con i sistemi di gestione certificati.

Sono meno diffuse le certificazioni ambientali "ISO 14000" e la certificazione etica SA 8000, che interessano rispettivamente il 24% ed il 16% delle imprese. Questo tipo di certificazioni sono spesso integrate con le certificazioni ISO 9000 e rappresentano delle vere e proprie infrastrutture procedurali che permettono il controllo e la gestione di processi ritenuti strategici. L'utilizzo della certificazione multipla è diffuso tra le imprese di maggiori dimensioni impegnate ad offrire maggiori garanzie ai clienti ed agli altri stakeholder.

Per quanto riguarda la pratica della rendicontazione sociale la rilevazione effettuata ha evidenziato come le cooperative di servizi che hanno redatto uno strumento di rendicontazione sociale nel corso del triennio 2009-2011 sono passate dal 24% del 2009 al 39% del 2011.

Spesso il bilancio sociale viene redatto per un uso interno, si rivolge più ai soci ed ai dipendenti non soci che agli stakeholder esterni dell'impresa.


 
Colonna DX