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Le imprese sociali tra mercato e comunità- Presentanto il libro agli studenti dell'Istituto Rosselli-Rasetti di Castiglion del Lago

26/02/2018 | Marisa Alunni

 LE IMPRESE SOCIALI TRA MERCATO E COMUNITA’

 

PRESENTATO IL LIBRO CON GLI STUDENTI DELL’ISTITUTO “ROSSELLI-RASETTI” DI CASTIGLIONE DEL LAGO

 

 

È stato un successo l’incontro degli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo “Rosselli-Rasetti” di Castigione del Lago con Andrea Bernardoni e Antonio Picciotti autori del libro “Le imprese sociali tra mercato e comunità”. L’iniziativa è stata organizzata per presentare agli studenti l’impresa sociale, una forma di impresa sempre più diffusa in Italia dove non si cerca la massimizzazione del profitto ma lo sviluppo ed il benessere della comunità. “ Questo incontro – afferma Nicola Cittadini, Professore del Rosselli-Rasetti – costituisce un evento fondamentale all’interno dell’offerta formativa che propone l’Istituto agli studenti dell’indirizzo tecnico economico – relazioni internazionali per il marketing. Una conoscenza puntuale ed approfondita del proprio territorio non può prescindere da un’analisi seria e dettagliata del tessuto imprenditoriale e sociale di riferimento, sia sotto il profilo delle potenzialità che delle criticità e delle prospettive di crescita ed implemento”.

Negli anni della crisi le imprese sociali hanno fatto realizzare risultati economici e sociali estremamente significativi. Solamente in Umbria sono attive più di 200 imprese sociali nella quali lavorano 8.000 persone, di cui 600 lavoratori svantaggiati, impegnati nel welfare, nella cultura, nel settore turistico e dei servizi. Oggi le imprese sociali rappresentano una concreta opportunità per i giovani che cercano un’occupazione, capace di tenere insieme impresa e solidarietà.

Le imprese sociali – ha spiegato Antonio Picciotti dell’Università di Perugia – sono organizzazioni imprenditoriali che non perseguono la massimizzazione del profitto ma hanno finalità sociali, primo fra tutti il miglioramento delle condizioni di benessere delle comunità locali. In questa prospettiva, il profitto non costituisce più il fine dell’impresa ma diventa lo strumento attraverso il quale poter raggiungere altri obiettivi, come ad esempio la rigenerazione dei centri urbani, la gestione delle fonti e delle infrastrutture energetiche, la realizzazione di prodotti sostenibili non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico e sociale”.

La presentazione del libro è stata anche l’occasione per parlare di innovazione sociale e per presentare agli studenti imprese sociali innovative nazionali ed umbre.

In questi anni le imprese sociali – continua Andrea Bernardoni di Legacoop – hanno saputo innovare. Hanno realizzato delle vere e proprie innovazioni di paradigma. Sono cioè state capaci di impiegare le risorse inutilizzate presenti nelle città e nei territori per soddisfare bisogni a cui né lo Stato né il mercato avrebbero dato risposte, come ad esempio la cooperativa Placido Rizzotto che in Sicilia produce vino sui terreni confiscati al boss Totò Riina o la cooperativa Anonima Impresa Sociale che a Perugia, coinvolgendo centinaia di cittadini, ha riaperto il cinema Modernissimo chiuso da 14 anni, trasformandolo in Postmodernissimo”.

 



 
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